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Cooperazione Cosa differenzia l'irrequietezza motoria dall'ADHD?
Andreas Wechsler: I sintomi spesso sono i medesimi: disattenzione, iperattività (movimento continuo) e impulsività. La differenza sta nelle cause: mentre l'irrequietezza è legata allo stile di vita o ad uno stato emotivo del bambino alla base dell'ADHD ci sono aspetti morfologici: semplificando, ai bambini ADHD mancano i filtri che consentono di selezionare gli imput in entrata, che risultano quindi confusi. Il bambino, anzichè ricevere le informazioni selezionate in fila, si troverà pezzettini di altri stimoli che non centrano con quelli su cui era concentrato, risultando distratto e dispersivo, ma del tutto involontariamente.
Come è possibile tentare di distinguere un bambino irrequieto da un bambino ADHD?
Generalmente, è appropriato effettuare una diagnostica completa e approffondita da un medico, che tiene conto della globalità del bambino valutando spetti affettivi, cognitivi e neuromotori. Come primi segnali di distinzione, però, ne vedo due molto efficaci: prima di tutto i bambini ADHD non riescono a stare attenti neanche quando hanno una motivazione forte, ad esempio mentre svolgono la loro attività preferita. Inoltre sono caratterizzati dallo stupore: benchè una cosa gli sia stata detta dieci volte, è come se la sentissero per la prima volta e restano spesso stupiti.
L'ADHD è un fenomeno strettamente maschile?
No, ma c'è la tendenza a crederlo. Mentre i maschi manifestano l'iperattività in modo evidente, con tutto il corpo, nelle bambine è riscontrabile a livello di motricità fine (stringono oggetti, giocano con ciò che hanno in mano...).
Quando è opportuno ricorrere ai medicamenti?
Se si è certi che si tratta di ADHD e quando una terapia di sostegno (psicomotricità, integrazione sensoriale, insegnamento individuale, sostegno psicologico ...), integrata a una modifica dei sistemi educativi a scuola e a casa, non è sufficiente a garantire uno sviluppo armonico del bambino. Medicamenti somministrati a caso sono nocivi, ma laddove sono necessari, possono dare ottimi risultati.
Giada Mossi
- Cooperazione, martedì, 9. marzo 2010
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