Sintomi
principali:
- Disattenzione
- Iperattività e Impulsività
La diagnosi viene posta seguendo un catalogo minimo di criteri
che deve essere presente:
- i sintomi si manifestano prima del 7° anno di vita del bambino
- i sintomi si presentano in almeno due contesti diversi (scuola,
casa, società sportive ecc.)
- devono compromettere il funzionamento sociale, scolastico del
bambino (o lavorativo nell'adulto)
- non devono esserci sintomi di altre malattie dello sviluppo o
di malattie psichiatriche
- possono esserci dei disturbi associati non obbligati come stato
d'ansia, disturbi dello sviluppo del linguaggio, "tic",
disturbi tattilo-cinestetici
L'AD/HD è una delle malattie della psichiatria pediatrica
più studiata e più controversa.
Questi criteri molto precisi sono contenuti nel catalogo
ICD-10 pubblicato dall'OMS (1993) e nella classificazione
diagnostica similare del catalogo DSM-IV dell'American Psychiatric
Association (1995).
Per ognuno dei due gruppi si richiedono almeno 6 criteri:
ad esempio per la disattenzione
- non riesce a prestare attenzione ai particolari, commette errori
di distrazione a scuola, sul lavoro o in altre attività
- spesso ha difficoltà nel mantenere l'attenzione nei compiti
o nelle attività di gioco
- spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente
- spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti
scolastici o le incombenze affidategli
- spesso ha difficoltà a organizzarsi nei compiti, sul lavoro
- spesso perde gli oggetti necessari per le sue attività
(compiti, materiale scolastico ecc.)
ad esempio per l'iperattività
- spesso muove per irrequietezza mani e piedi o si dimena sulla
sedia ("Zappelkind")
- spesso lascia il proprio posto a sedere in classe
- spesso scorrazza e salta dovunque in modo eccessivo
- spesso ha difficoltà a giocare
ad esempio per l'impulsività
- spesso "spara" le risposte prima che le domande siano
state completate
- spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno
- spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti
Alla base dell'AD/HD si sa ora con certezza che ci sono degli
aspetti morfologici.
Una diminuita attività dei neurotrasmettitori, probabilmente
dovuta all'eliminazione troppo rapida di Dopamina e Noradrenalina
dalle sinapsi e quindi a un'informazione troppo breve. Le zone cerebrali
dei nuclei basali e delle zone frontali del cervello sono meno attive,
pertanto meno irrorate e così meno visibili alla PET o SPECT
(Positron Electronic Tomography) quando trasportano le informazioni
dalla memoria temporanea rapida al centro di calcolo cerebrale che
raccoglie le informazione precedentemente memorizzate.
Somministrando dei stimolanti cerebrali, ad esempio del metilfenidato
(Ritalin®), la perfusione di questi centri migliora e la velocità
di trasmissione dei "dati" risulta più rapida.
Si presume pertanto che nei disturbi dell'attenzione e della concentrazione,
ci sia un deficit di queste sostanze neurotrasmittenti, o se si
vuole un disturbo del metabolismo delle sinapsi.
L'AD/HD è una malattia genetica, quindi ereditaria
e ci sono molte famiglie che trasmettono questa sindrome con manifestazioni
più o meno importanti all'interno. Anche delle ricerche su
gemelli hanno dimostrato come il comportamento di gemelli omozigoti
rispetto a gemelli di zigoti evidenzino un disturbo del comportamento
ereditario fino all'80 % (Stevenson 1994).
Stabilita la diagnosi si deve preparare al più presto
e possibilmente nei primi anni di scuola un piano terapeutico
per il bambino, che coinvolga la famiglia, la scuola, il terapista,
il medico e soprattutto il bambino.
L'obiettivo primario della terapia è di garantire al
bambino uno sviluppo armonico, privo di frustrazioni che di conseguenza
diminuiscono la sua autostima tramite:
- modifica dei sistemi educativi a casa
- modifica dei sistemi educativi nella scuola
- aiuto a modificare e controllare le sue difficoltà con
terapie di sostegno (psicomotricità, integrazione sensoriale,
insegnamento individuale, eventualmente anche psicoterapia)
- intervento medicamentoso individualizzato e adattato ai bisogni
e verificato nell'efficacia dal bambino, da genitori e insegnanti
Raccomandazioni sono uscite nel 2001 da parte di un gruppo
di lavoro composto da persone che si occupano delle cure di base
dei bambini e da specialisti del comportamento e dello sviluppo
(neurologi, pedo psichiatri, psicologi, educatori, docenti, medici
di famiglia e epidemiologici) e verificate da unagenzia
di controllo delle ricerche di programmi della salute e della
medicina basata sullevidenza.
In queste raccomandazioni viene formulato un piano di intervento
molto preciso:
- il pediatra di base deve stabilire un piano di cura che riconosca
lADHD come una condizione cronica, e quindi persistente
- deve essere preparato un piano di intervento tra medico, genitori
e paziente in stretta collaborazione con la scuola dove si specificano
gli obiettivi di questo intervento
- il medico raccomanda una terapia comportamentale (efficacia media)
e/o medicamentosa (efficacia dell80%) per migliorare ladattamento
nella famiglia, nella scuola e nel gioco, diminuire il disturbo
scolastico, diminuire laiuto di terze persone, diminuire il
pericolo di incidenti e infortuni
- raccomanda inoltre la presa di contatto con associazioni di auto-aiuto
(come lAIDA)
- richiede una rivalutazione della diagnosi se gli obiettivi prefissi
non vengono raggiunti e la modifica della terapia
- il pediatra deve eseguire una valutazione regolare dellevoluzione
del ragazzo
Da ultimo vi è da osservare che l'AD/HD è una sindrome
contemplata nel catalogo delle infermità congenite e pertanto
a beneficio dell'Assicurazione invalidità secondo
la cifra 404. La diagnosi deve essere posta con i criteri elencati
sopra prima del 9° anno di vita per poter beneficiare degli
aiuti e del sostegno finanziario.
Dr. med. Vincenzo D'Apuzzo, specialista FMH in pediatria
e allergologia, Mendrisio
...
Vengono inotre proposte delle linee guida cui si consiglia di far riferimento per chi si occupa di diagnosi e trattamento dei Disturbi dell'Apprendimento e DDAI.
Sono consigliate in particolare linee guida elaborate da un gruppo di lavoro dell'AIRIPA (Associazione Italiana per la Ricerca e l'Intervento nella Psicologia dell'Apprendimento) per i Disturbi dell'Apprendimento Scolastico.
Per il Deficit di Attenzione ed Iperattività si consiglia
invece di far riferimento alla linee guida elaborate della SINPIA
(Società Italiana di Neuro-Psichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza).
- Linee Guida
dell'AIRIPA sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento (in formato
PDF da 275 KB)
- Linee Guida SINPIA
sul Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (in
formato PDF da 356 KB)
|